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3 consigli per pittori allergici alla scrittura

Me lo hai sentito dire un sacco di volte tra post, email e comunicazioni varie:

se vuoi avvicinare le persone e soprattutto i tuoi collezionisti ideali, devi abbandonare l’idea che basta spiattellare qualche bella foto dei tuoi quadri su Facebook senza pensare ai testi.

Ora, so che ti sta per venire un attacco di orticaria a sentire parlare di mettersi a scrivere invece di creare opere come quadri o sculture.

So che l’idea di metterti lì davanti allo schermo invece che davanti alla tavolozza ti fa venire i funghi sulla pelle, ma abbi pazienza: il marketing che educa e che usa la parola (certo, anche con le immagini) vende.

Mi spiace per te artista allergico: la scrittura è purtroppo un “male necessario”.

Io stessa anni fa sono stata affetta da questa allergia, te lo assicuro: non sai quante scuse trovavo per rimandare il momento di scrivere un articolo del blog o un bel post corposo sui social… Ma questo atteggiamento, lo dico per esperienza diretta, non ha fatto per niente bene alla mia attività.

Solo quando ho iniziato a scrivere con costanza al mio lettore ideale ho visto dei miglioramenti cicciottosi, sia in termini di contatti diretti, sia in termini di visite al blog e sui miei canali social.

Quindi funziona: prova e vedrai con i tuoi occhi!

A questo punto però bisogna che ci mettiamo in testa di curare questa allergia, che spesso deriva dal nostro percorso personale e di studi. Presente l’incubo dei temi a scuola?

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Chi altro vuole scrivere testi interessanti con lo schema targato TEDx?

Immagina di essere all’inaugurazione della tua più grande e migliore esposizione.

Dopo tanto lavoro, tra colori&pennelli e strategie di marketing, finalmente hai gli occhi di centinaia di persone puntati su di te, caro Tore il Pittore!

Tu sei lì, circondato dalle tue opere, in mezzo a una folla in attesa… Le gambe ti tremano per la paura.
C’è silenzio e tutti aspettano. Allora, lo inizi questo discorso o no?

Accenni a un sorrisetto imbarazzato, butti lì un saluto impacciato, ti presenti con una biografia interessante come un frigorifero imballato e continui con una pappardella di informazioni e spiegoni vari a effetto narcotizzante.

A un certo punto ti accorgi di una cosa bruttissima: nessuno ti ascolta!

Vedi sguardi annoiati, c’è chi sbuffa, chi prende lo smartphone e inizia a farsi gli affari suoi.
Qualcuno se ne va al bar o al buffet.

Non è una situazione terribile? Ma sai che c’è anche di peggio?

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